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	<title>salute e benessere Athena Magazine</title>
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	<description>medicina scienza benessere e salute con un click</description>
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		<title>Ambulatorio di Epatologia</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 06:49:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Athena Magazine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cura e Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Presso la clinica Athena di Piedimonte Matese è stato attivato l’ambulatorio di Epatologia per la diagnosi e cura delle patologie del fegato, della cistifellea e delle vie biliari. Sul piano assistenziale, l&#8217;obiettivo fondamentale è l&#8217;attuazione di efficienti percorsi diagnostico–terapeutici per le patologie di tipo epatologico. Tali percorsi si sviluppano attraverso il coinvolgimento coordinato di differenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.athenamagazine.it/wp-content/uploads/2012/05/fegato.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-374" title="fegato" src="http://www.athenamagazine.it/wp-content/uploads/2012/05/fegato-300x200.gif" alt="" width="300" height="200" /></a>Presso la clinica Athena di Piedimonte Matese è stato attivato l’ambulatorio di Epatologia per la diagnosi e cura delle patologie del fegato, della cistifellea e delle vie biliari.<span id="more-373"></span><br />
Sul piano assistenziale, l&#8217;obiettivo fondamentale è l&#8217;attuazione di efficienti percorsi diagnostico–terapeutici per le patologie di tipo epatologico. Tali percorsi si sviluppano attraverso il coinvolgimento coordinato di differenti settori operativi, rappresentati dall&#8217;ambulatorio, dal day hospital, dalle sezioni di degenza e dal laboratorio. Infatti, l’attività clinica del servizio è articolata sulla base della collaborazione degli ambulatori specialistici presenti nella struttura per la diagnosi, la terapia e il follow-up delle malattie del fegato, offrendo al paziente la possibilità di eseguire tutte le indagini necessarie per conoscere la diagnosi e definire la terapia da seguire. All&#8217;interno della struttura si eseguono: ecografie diagnostiche e operative, ecocolordoppler, endoscopie delle prime vie digerenti, ERCP.<br />
L’ambulatorio di Epatologia si avvale della collaborazione di un laboratorio di immunologia clinica presente nella casa di cura Athena dove vengono eseguiti test immunologici di routine e di specifica competenza epatologica.<br />
L&#8217;attività ambulatoriale si articola in sezioni distinte nell&#8217;ambito delle quali operano équipe stabili di sanitari, allo scopo di garantire elevati livelli di qualità scientifica delle prestazioni assistenziali erogate, oltre che di accoglienza iniziale e di costante dialogo nel tempo fra medico e paziente.<br />
Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al servizio accettazione e prenotazione al n. 0823.784666 o visitare il sito www.clinicathena.it</p>
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		<title>Centro specialistico di Angiologia per la cura delle Patologie Vascolari</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 18:14:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Athena Magazine</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[L'esperto consiglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il termine disturbi vascolari include tutto lo spettro delle malattie alle arterie e alle vene che portano ad un&#8217;insufficienza del flusso sanguigno negli arti inferiori indipendentemente dalle cause e dai cambiamenti all&#8217;interno dei vasi. Quello delle malattie vascolari è un problema diffuso, soprattutto nei Paesi industrializzati: sembra che ne soffra il 25% della popolazione, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.athenamagazine.it/wp-content/uploads/2012/03/1-300x225.jpg" width="240" />
		</p><p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;">Il termine disturbi vascolari include tutto lo spettro delle malattie alle arterie e alle vene che portano ad un&#8217;insufficienza del flusso sanguigno negli arti inferiori indipendentemente dalle cause e dai cambiamenti all&#8217;interno dei vasi. <span id="more-370"></span>Quello delle malattie vascolari è un problema diffuso, soprattutto nei Paesi industrializzati: sembra che ne soffra il </span></span><strong><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;">25% della popolazione</span></span></strong><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;">, in prevalenza donne. Al fine di prevenire e curare le patologie vascolari è stato attivato presso la clinica Athena un ambulatorio specialistico di Angiologia. L’ambulatorio consente di effettuare le seguenti diagnosi e cure: </span></span></p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;">Malattie vascolari delle arterie ateromatose e non ateromatose: dalla patologia arteriosa sopraortica e cerebrale, alla patologia arteriosa viscerale (ARTERIE RENALI) e degli arti;</span></span></p>
</li>
<li><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;">Malattie vascolari venose: I.V.C. , varici e trombosi venose ( TVS-TVP);</span></span></li>
<li><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Piede diabetico;</strong></span></span></span></li>
<li><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Ulcere Vascolari</strong></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;">;</span></span></li>
<li><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;">Patologia linfatica (linfedemi);</span></span></li>
<li><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;">Patologie del microcircolo ( Raynaud, iperidrosi, geloni, livedo, porpora, etc.);</span></span></li>
<li><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;">Patologie vascolari in Gravidanza (Trombofilia).</span></span></li>
</ul>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;">Per informazioni e/o prenotazioni chiamo alla clinica Athena al n. 0823.784666 o visita il sito </span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.clinicathena.it/"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;">www.clinicathena.it</span></span></a></span></span></p>
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		<title>Colonscopia virtuale: ora si può!</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 08:40:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Athena Magazine</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[L'esperto consiglia]]></category>

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		<description><![CDATA[La colonscopia virtuale è una metodica radiologica che permette lo studio del colon; la precoce individuazione di patologie “benigne” come i polipi adenomatosi del colon e la loro asportazione previene l’insorgenza del tumore del colon nei 5 anni successivi. La metodica è semplice e poco invasiva: il paziente segue una dieta tre giorni prima dell’esame [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.athenamagazine.it/wp-content/uploads/2012/03/colon-300x109.jpg" width="240" />
		</p><p style="text-align: justify;">La colonscopia virtuale è una metodica radiologica che permette lo studio del colon; la precoce individuazione di patologie “benigne” come i polipi adenomatosi del colon e la loro asportazione previene l’insorgenza del tumore del colon nei 5 anni successivi.<span id="more-366"></span><br />
La metodica è semplice e poco invasiva:</p>
<p style="text-align: justify;">il paziente segue una dieta tre giorni prima dell’esame senza nessun uso di lassativi.<br />
il giorno dell’esame il paziente assume per via orale un un mezzo di contrasto ed attende 2 ore, tale procedura è funzionale alla marcatura dei residui fecali ed è blandamente lassativa.<br />
il colon viene disteso con aria o CO2 in maniera gentile e senza alcun dolore.<br />
Dopo tale preparazione ci vorranno solo 10 secondi per effettuare delle scansioni TC a bassa dose.</p>
<p style="text-align: justify;">La metodica nata nel 1994 ha rapidamente raccolto consensi nei principali centri universitari mondiali prima ed ospedali e cliniche private dopo, affermandosi ormai come una tecnica indispensabile nello studio del colon.<br />
La colonscopia virtuale presenta molti vantaggio rispetto al clisma a doppio contrasto in particolare nell’accuratezza dell’individuazione di lesioni polipoidi o cancerose del colon, tanto da considerare il clisma del colon a doppio contrasto un esame desueto che presenta gli stessi rischi ma che individua molte meno patologie; è quindi ormai convinzione della comunità scientifica che il clisma a doppio contrasto oggi presenti solo alcune limitate indicazioni e che debba essere sostituito dalla colonscopia virtuale o colon TC.<br />
L’esecuzione di una TC addominale dopo opportuna preparazione e distensione del colon, seppur eseguita a bassa dose per minimizzare la dose, permette la visualizzazione di altre patologie come la presenza di aneurisma dell’aorta addominale o masse addominali che potrebbero essere misconosciute.<br />
L’attuale indicazione principale della colonscopia virtuale risulta l’esecuzione di un esame diagnostico del colon dopo colonscopia ottica incompleta così da poter individuare eventuali patologie a livello del colon destro altrimenti misconosciute.<br />
Può essere possibile eseguire l’esame anche in individui che vogliano studiare il colon e non vogliano o no possano sottoporsi alla colonscopia ottica; la preparazione di minima e la distensione dolce permettono l’esecuzione dell’esame anche in pazienti defedati o anziani.</p>
<p>ESAME IN CONVENZIONE CON IL S.S.N.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #262626;"><span style="font-family: 'Lucida Grande', 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: x-small;">ATHENA SPA-CASA DI CURA VILLA DEI PINI</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #262626;"><span style="font-family: 'Lucida Grande', 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: x-small;">Via Matese, 42</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #262626;"><span style="font-family: 'Lucida Grande', 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: x-small;">Piedi monte Matese</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #262626;"><span style="font-family: 'Lucida Grande', 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: x-small;">81016-Caserta</span></span></span></p>
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		<title>Tumore del retto: alta specialità per l’asportazione del cancro presso la Clinica Athena</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 10:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Athena Magazine</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[L'esperto consiglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cancro del retto è tra le patologie più diffuse nel nostro paese. Per avere chiarimenti sull’argomento, abbiamo intervistato il Prof. Salvatore Spagnuolo, specialista in Chirurgia generale e Primario del reparto di Chirurgia della clinica Athena-Casa di Cura Villa dei Pini di Piedimonte Matese. “Il cancro del colon-retto” ci spiega il professore “rappresenta la terza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.athenamagazine.it/wp-content/uploads/2012/02/untitled.png" width="240" />
		</p><p style="text-align: justify;">Il cancro del retto è tra le patologie più diffuse nel nostro paese. Per avere chiarimenti sull’argomento, abbiamo intervistato il Prof. Salvatore Spagnuolo, specialista in Chirurgia generale e Primario del reparto di Chirurgia della clinica Athena-Casa di Cura Villa dei Pini di Piedimonte Matese. “Il cancro del colon-retto” ci spiega il professore “rappresenta la terza neoplasia più frequente sia nel sesso maschile che in quello femminile. Costituisce la seconda causa di morte per cancro nei Paesi occidentali. Le neoplasie rettali comprendono approssimativamente il 25% dei tumori ad insorgenza nel grosso intestino. E’ stimato, infatti, che ogni anno vengono diagnosticati circa 40.000 nuovi casi di tumore del retto”. Ogni paziente è un caso diverso dagli altri per questo, aggiunge il professore, “il processo decisionale circa la scelta del trattamento più adeguato è sicuramente complesso; infatti oltre alla valutazione della possibilità di ottenere un trattamento curativo o palliativo, come si verifica nel caso del colon, entrano in gioco altri fattori come il risultato funzionale e la probabilità di mantenere o ricostituire una normale funzione intestinale e anale”. Anche se il tumore del colon è una patologia importante e colpisce funzioni vitali per il paziente, le moderne tecniche diagnostiche e chirurgiche sono in grado di consentire con precisione la localizzazione e l’asportazione della neoplasia. “Grazie alle attuali attrezzature diagnostiche, come la colonscopia o la tac”, ci spiega il professore, “è possibile localizzare il punto preciso in cui si è sviluppato il tumore e l’eventuale diffusione del tumore stesso. Il passo successivo è rappresentato dalla scelta delle opzioni di trattamento: la chirurgia, preceduta (cosiddetta terapia neo adiuvante) o seguita da chemioterapia e radioterapia. La chirurgia, quando possibile, rappresenta sicuramente il principale trattamento dei pazienti con diagnosi di cancro del retto.” Diversi sono anche i trattamenti chirurgici, ma chiediamo al prof. S. Spagnuolo di illustrarci la tecnica della cosiddetta TEM, tanto diffusa tra le metodiche d’avanguardia. “TEM è acronimo di microchirurgia endoscopica transanale ed è una tecnica chirurgica che permette l’escissione locale delle neoplasie rettali sfruttando il “canale anale”come porta di accesso al tumore. La T.E.M. offre importanti vantaggi: utilizzando una via d&#8217;accesso naturale al campo operatorio si evitano cicatrici e demolizioni di strutture anatomiche. L&#8217;incidenza di complicanze è molto bassa, le perdite ematiche sono ridotte, il dolore post-operatorio è praticamente assente, la degenza è breve ed i risultati funzionali sono soddisfacenti tali da permettere una precoce ripresa dell&#8217;attività lavorativa. E’ molto importante però la scelta accurata dei pazienti da sottoporre a TEM: il tumore non deve essere localizzato oltre 20 cm dalla rima anale e non deve aver invaso completamente la parete del viscere. A queste condizioni è possibile asportare tumori benigni o maligni del retto evitando al paziente interventi resettivi altamente demolitivi e mutilazioni anorettali che prevedono anche il ricorso ad ano preternaturale (resezioni anteriori del retto, amputazione del retto per via addomino-perineale).</p>
<p style="text-align: justify;">
Ci assicura il prof. Spagnuolo che un’alta percentuale dei pazienti dopo il trattamento chirurgico ritorna a svolgere le sue funzioni quotidiane e a vivere una vita normale.</p>
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		<title>La memoria migliora dopo l&#8217;esercizio fisico</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 14:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Athena Magazine</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>

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		<description><![CDATA[Una ricerca ha scoperto che subito dopo aver fatto esercizio fisico la memoria migliora, perche&#8217; aumenta la produzione di una proteina che migliora la funzionalità delle cellule nervose. A dimostrarlo e&#8217; uno studio irlandese oggetto di pubblicazione New York Times. All&#8217;indagine ha preso parte un gruppo di studenti universitari sedentari che, dopo essere stati sottoposti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.athenamagazine.it/wp-content/uploads/2011/12/memoria-e-fitoterapia-300x275.jpg" width="240" />
		</p><p>Una ricerca ha scoperto che subito dopo aver fatto esercizio fisico la memoria migliora, perche&#8217; aumenta la produzione di una proteina che migliora la funzionalità delle cellule nervose.<span id="more-359"></span> A dimostrarlo e&#8217; uno studio irlandese oggetto di pubblicazione New York Times. All&#8217;indagine ha preso parte un gruppo di studenti universitari sedentari che, dopo essere stati sottoposti alla visione di una rapida sequenza di foto raffiguranti facce e nomi di estranei, dovevano ricordare i nomi legati ai visi delle persone appena viste, proposte da una successiva rappresentazione proposta da un pc. Successivamente meta&#8217; degli studenti e&#8217; salita su una cyclette, pedalando a un ritmo crescente finche&#8217; non erano esausti, mentre gli altri sono rimasti seduti per 30 minuti. Entrambi i gruppi hanno rifatto il test di memoria e quelli che si erano sottoposti all&#8217;esercizio fisico hanno ottenuto risultati nettamente migliori rispetto alla prima volta in stato di riposo. Chi è rimasto in poltrona non ha prodotto miglioramenti. Una possibile spiegazione del fenomeno può essere letta attraverso le analisi del sangue; subito dopo l&#8217;esercizio in bicicletta sono stati riscontrati livelli piu&#8217; alti di una proteina, il fattore neutrofico cervello derivato (bdnf), che aumenta il benessere delle cellule nervose. Anche se ci sono altri fattori di crescita e composti chimici regolati dallo sforzo fisico, afferma Ahmad Salehi, dell&#8217;universita&#8217; di Stanford, &#8221;il fattore bdnf e&#8217; quello che cresce piu&#8217; velocemente e maggiormente. Sembra essere la chiave non solo per preservare la memoria, ma anche le capacita&#8217; cognitive&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8216;IL RESPIRO DEL MATESE&#8217; Screening su 1300 cittadini dell&#8217;Alto Casertano, a Bologna il report</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 14:27:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Athena Magazine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.casertace.it/home.asp?ultime_news_id=14836 PIEDIMONTE MATESE - I risultati principali dell&#8217;indagine osservazionale &#8220;Il Respiro del Matese&#8221; sono stati esposti al “XII Congresso Nazionale dell&#8217;AIPO” svoltosi a Bologna presso il Palazzo della Cultura e dei Congressi. L&#8217;indagine, condotta da Walter e Luigi Ferritto in sinergia con alcuni pneumologi dell&#8217;Ospedale Monaldi di Napoli su circa 1300 cpazienti dell&#8217;area matesina, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.athenamagazine.it/wp-content/uploads/2011/12/bpco1.gif" width="240" />
		</p><p>http://www.casertace.it/home.asp?ultime_news_id=14836</p>
<p><strong>PIEDIMONTE MATESE -</strong> I risultati principali dell&#8217;indagine osservazionale &#8220;Il Respiro del Matese&#8221; sono stati esposti al “XII Congresso Nazionale dell&#8217;AIPO” svoltosi a Bologna presso il Palazzo della Cultura e dei Congressi.<span id="more-356"></span> L&#8217;indagine, condotta da Walter e Luigi Ferritto in sinergia con alcuni pneumologi dell&#8217;Ospedale Monaldi di Napoli su circa 1300 cpazienti dell&#8217;area matesina, ha riscosso l&#8217;interesse degli intervenuti promuovendo la sensibilizzazione e l’informazione presso la popolazione generale con riguardo alle malattie respiratorie.<br />
La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è una malattia evolutiva che colpisce circa il 10% della popolazione dei principali paesi industrializzati con una prevalenza in continuo aumento, sia come morbilità che come mortalità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra i principali risultati dello studio svolto dai Ferritto è emerso che il 21,3% dei matesini è da considerarsi a rischio BPCO secondo le Linee Guida Gold, con una lieve prevalenza di maschi (55%) con età media di 65 anni, che vive per lo più in quartieri urbanizzati. Circa 1 su 2 fuma regolarmente e nel 63% dei casi non ha mai eseguito una spirometria. Il 15% della popolazione studiata riferisce di soffrire tutto l’anno di tosse, il 18% di tosse con catarro mentre il 37% di dispnea. In 6 casi su 10 i pazienti non sono sxtati  mai dal medico curante per questi sintomi.<br />
&#8220;Crediamo che queste iniziative siano importanti &#8211; dicono i due pneumologi di Piedimonte Matese -, specialmente se associate ad adeguati piani di informazione a carattere divulgativo rivolti a tutta la popolazione&#8221;.<br />
lunedì 5 dicembre 2011</p>
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		<title>Sognare aiuta ad alleviare il dolore di brutti ricordi</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 15:48:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Athena Magazine</dc:creator>
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		<category><![CDATA[L'esperto consiglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Sognare è essenziale per aiutarci ad affrontare esperienze emozionali negative e tumulti interiori. E&#8217; la conclusione a cui sono giunti i ricercatori dell&#8217;Università della California di Berkeley, i quali avrebbero scoperto che durante la fase Rem del sonno il nostro cervello elabora le esperienze emozionali allontanandosi dai ricordi dolorosi. L&#8217;autore dello studio, Els van der [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.athenamagazine.it/wp-content/uploads/2011/12/sleep-300x200.jpg" width="240" />
		</p><p>Sognare è essenziale per aiutarci ad affrontare esperienze emozionali negative e tumulti interiori. <span id="more-353"></span>E&#8217; la conclusione a cui sono giunti i ricercatori dell&#8217;Università della California di Berkeley, i quali avrebbero scoperto che durante la fase Rem del sonno il nostro cervello elabora le esperienze emozionali allontanandosi dai ricordi dolorosi. L&#8217;autore dello studio, Els van der Helm, ha dichiarato che durante il sonno REM, i ricordi sono riattivati, messi in prospettiva, collegati e integrati, ma ciò accade in uno stato in cui le sostanze neurochimiche dello stress sono state soppresse.<br />
Il team dei ricercatori californiani ha esaminato 35 adulti sani giovani per lo studio, dividendoli in due gruppi. A tutti sono state fatte vedere 150 immagini emotive, due volte e a 12 ore di distanza, mentre uno scanner MRI misurava la loro attività cerebrale. La metà dei partecipanti ha visionato le immagini al mattino e poi di nuovo la sera, rimanendo sveglia tra le due visioni. La restante metà invece ha visto le immagini la sera e poi di nuovo la mattina, dopo una notte di sonno. Ebbene, quelli che hanno dormito tra una visione e l&#8217;altra durante la notte hanno riportato una diminuzione significativa della loro reazione emotiva alle immagini. La risonanza magnetica ha mostrato che il sonno ha causato una drastica riduzione della reattività nell&#8217;amigdala, una parte del cervello che elabora le emozioni. Questo ha permesso alla corteccia prefrontale del cervello, la zona più razionale, di riprendere il controllo delle reazioni emotive dei partecipanti allo studio. Il professor Matthew Walker, coautore della ricerca ha dichiarato che lo stadio di sogno del sonno, in base alla sua composizione neurochimica unica, ci fornisce una forma di terapia durante la notte, come un balsamo lenitivo che elimina gli spigoli da esperienze emotive del giorno precedente. Ci sono prove significative che il 20% del sonno in cui sogniamo, gioca un ruolo nel trattamento dei ricordi recenti, e i ricercatori ritengono che la migliore comprensione di questa fase potrebbe eventualmente aiutare i pazienti PTSD. La scoperta, potrebbe dunque aiutare a spiegare perché le persone con disturbo post-traumatico da stress, come ad esempio i veterani di guerra, soffrono di incubi ricorrenti, anche se per questi casi occorre tener conto di molti altri fattori.</p>
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		<title>Cos’è la Spirometria?</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 18:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Athena Magazine</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'esperto consiglia]]></category>

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		<description><![CDATA[( di Luigi Ferritto) La Spirometria è un esame molto semplice che permette di misurare la quantità di aria che una persona può inspirare ed espirare, e il tempo necessario per farlo. Lo Spirometro è uno strumento che permette di misurare quanto efficacemente e velocemente può avvenire lo svuotamento e il riempimento dei polmoni. Lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.athenamagazine.it/wp-content/uploads/2011/11/IMG_20111114_1229371-300x267.jpg" width="240" />
		</p><p>( di Luigi Ferritto) La Spirometria è un esame molto semplice che permette di misurare la quantità di aria che una persona può inspirare ed espirare, e il tempo necessario per farlo.<span id="more-351"></span></p>
<p>Lo Spirometro è uno strumento che permette di misurare quanto efficacemente e velocemente può avvenire lo svuotamento e il riempimento dei polmoni.</p>
<p>Lo Spirogramma è una curva volume-tempo (la curva Flusso Volume può essere usata in alternativa).</p>
<p>I parametri spirometrici utilizzati per la diagnosi di BPCO comprendono (v. figura):<br />
<strong></p>
<p></strong></p>
<ul>
<li>• CVF (Capacità Vitale Forzata): E’ il volume massimo di aria che può essere espulsa in un’espirazione forzata partendo da un’ispirazione completa.</li>
<li>• VEMS (Volume Espiratorio Massimo nel 1° secondo). E’ il volume d’aria espulsa nel primo secondo di un’espirazione forzata, partendo da una inspirazione completa, e permette di misurare la velocità di svuotamento dei polmoni.</li>
<li>• VEMS/FVC: il VEMS espresso come percentuale del CVF è un indice clinicamente utile della limitazione del flusso (ostruzione) delle vie aeree.</li>
</ul>
<p>Il rapporto VEMS/CVF in pazienti adulti normali oscilla tra 70% e 80%; un valore inferiore al 70% indica un deficit ostruttivo e alta probabilità di BPCO.</p>
<p>Il valore del VEMS è influenzato da età, sesso, altezza e razza, ed è più precisamente espresso come percentuale del valore normale predetto (teorico). Esiste una vasta letteratura sui valori di riferimento e si dovrebbero utilizzare quelli appropriati per la popolazione locale.</p>
<p><strong>Perchè si fa la Spirometria per diagnosticare la BPCO?</strong></p>
<ul>
<li>• La Spirometria è necessaria per confermare la diagnosi di BPCO.</li>
<li>• Unitamente alla presenza dei sintomi, la spirometria permette di individuare la gravità di BPCO e può indicare il trattamento per lo ogni stadio di malattia.</li>
<li>• Un valore normale di spirometria a tutti gli effetti esclude diagnosi di BPCO clinicamente rilevante.</li>
<li>• Più basso è il valore del VEMS, peggiore sarà la conseguente prognosi.</li>
<li>• Il valore del VEMS diminuisce negli anni e più velocemente nei soggetti affetti da BPCO, rispetto a soggetti sani. La Spirometria è uno strumento utile per il monitoraggio della progressione della malattia, e si raccomanda di eseguirla ad intervalli minimi di 12 mesi.</li>
</ul>
<p><strong>Gli strumenti per eseguire la Spirometria</strong></p>
<p>Esistono in commercio diversi tipi di spirometro:</p>
<ul>
<li>• Inspirare profondamente (per riempire completamente i polmoni).</li>
<li>• Stringere con forza il boccaglio tra le labbra per evitare perdite di aria dalla bocca.</li>
<li>• Espirare con tutta forza e velocemente, fino al completo svuotamento dei polmoni.</li>
<li>• Inspirare nuovamente e rilassarsi</li>
</ul>
<p>La fase espiratoria forzata deve continuare fino al completo svuotamento dei polmoni, che, in caso di BPCO, può durare fino a 15 secondi o più.</p>
<p>Come ogni test il risultato della spirometria sarà considerato attendibile solo se la fase espiratoria e’ stata eseguita correttamente. Sono necessarie tre prove in cui VEMS e FVC non devono differire di piu’ di 200 ml o del 5%.<br />
Si considera il valore migliore del VEMS o FVC, anche se non dalla stessa prova, e il rapporto VEMS/FVC dalla curva con la somma maggiore del FVC e VEMS.</p>
<p>Può accadere che i pazienti con dolori al torace e che tossiscono frequentemente, non riescano ad eseguire una prova soddisfacente.</p>
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		<title>Dormire meglio per pensare meglio</title>
		<link>http://www.athenamagazine.it/?p=348</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 17:19:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Athena Magazine</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Luigi Ferritto) Ogni volta che un fumatore inala una boccata di fumo riduce la quantità di ossigeno disponibile che può essere distribuita ai tessuti del proprio organismo: lo si legge da mesi pure sui pacchetti di sigarette, nel tentativo di dissuadere da un’abitudine autolesionista. Ma a volte invece è proprio il nostro stesso organismo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.athenamagazine.it/wp-content/uploads/2011/11/riposino-pomeridiano-benefici-300x200.jpg" width="240" />
		</p><p>(di Luigi Ferritto) Ogni volta che un fumatore inala una boccata di fumo riduce la quantità di ossigeno disponibile che può essere distribuita ai tessuti del proprio organismo: lo si legge da mesi pure sui pacchetti di sigarette, nel tentativo di dissuadere da un’abitudine autolesionista. <span id="more-348"></span>Ma a volte invece è proprio il nostro stesso organismo ad avvelenare i suoi  organi quasi a tradimento, nel momento in cui siamo più indifesi: il sonno. Chi russa ed interrompe periodicamente la respirazione – le apnee<em> </em>– interrompe lo scambio di aria tra i polmoni e l’ambiente circostante: le riserve di ossigeno gli si riducono mentre si accumula l’anidride carbonica: l’organismo soffre ed interrompe il sonno letteralmente<em> </em>per riprendere fiato. L’usura che ne deriva aumenta il rischio cardiovascolare: la pressione arteriosa si alza, aumenta il rischio di infarto cardiaco e di scompenso cardiaco cronico; si elevano le probabilità di formazione e destabilizzazione delle placche di aterosclerosi. Ma è soprattutto il cervello a soffrire di questa asfissia ripetitiva. L’encefalo è un organo che ha bisogno di un notevole apporto di ossigeno per funzionare adeguatamente ed è rapidamente danneggiato dalla sua carenza. Una serie di meccanismi di protezione fa sì che in caso di necessità si metta in atto un risparmio dell’apporto ad altri organi meno ‘nobili’ (intestino, pelle) e tutte le riserve vengano convogliate verso il cervello per salvaguardarlo il più possibile. L’irrorazione sanguigna durante il sonno non è tuttavia omogenea nel corpo, ed alcune aree che vengono messe funzionalmente a riposo soffrono maggiormente. Inoltre il cervello in toto soffre così per la scarsa qualità del sonno. Questa sua frammentazione continua – di cui al mattino non si conserva ricordo perché in genere i microrisvegli non superano la soglia della consapevolezza – presenta il suo conto già al risveglio, che è sempre più difficoltoso, spesso con la sensazione di essere ancora più stanchi di quando si è andati a dormire. Il debito di sonno accumulato notte dopo notte induce ad addormentarsi anche durante il giorno, tutte le volte che cala la soglia di attenzione: la guida in autostrada per lunghi tratti diventa una <em>pericolosa</em> piccola tortura, la sera il sonno irrompe appena la poltrona e la TV accesa lo conciliano; quando i familiari dopo una giornata di lavoro vorrebbero avere un po’ di vita di relazione chi ha le apnee nel sonno desidera invece solo dormire. Prima che questi eventi siano eclatanti, in modo più subdolo si riduce la capacità di concentrazione, ci si dimenticano nomi e talora anche appuntamenti, si perde reattività, l’ideazione rallenta, i riflessi divengono più torpidi. Si dà la colpa agli anni che avanzano, a volte ci si domanda se non si tratti dei primi segni di deterioramento cerebrale, ma sempre tra sé e sé perché le notizie sono poche e la scarsa conoscenza media di questa malattia, anche tra la classe medica, porta spesso ad ottenere risposte riduttive o fuorvianti. Ecco il ritratto del paziente tipo: russatore, con maggiore frequenza di sesso maschile (il rapporto maschi:femmine è 2:1), spesso obeso, con apnee nel sonno che si interrompono con una “rumorosa” riapertura delle vie aeree di cui è testimone – inizialmente preoccupato e col tempo sempre più irritato – il partner. Nel mondo occidentale, e quindi in Italia, ne è affetto oltre il 3 % della popolazione adulta (1.500.000 circa di persone), spesso inconsapevolmente esposta alle conseguenze di questa patologia. Il trattamento è spesso multidisciplinare, con una lotta al sovrappeso (siamo in epoca di crociate contro fumo, alcol ed obesità!) da un lato e dall’altro alle alterazioni morfologiche delle prime vie aeree che spesso sono la causa remota di questa malattia; ma come frequentemente  avviene in medicina la rimozione della causa non sempre riesce a risolvere completamente le conseguenze. C’è per fortuna un trattamento che risulta completamente risolutivo e consiste nell’evitare che le vie aeree possano chiudersi, aggiungendo una modesta pressione positiva all’aria che viene inspirata. Una piccola maschera appoggiata sul naso, o un po’ più grande ad includere la bocca in coloro che durante il sonno non riescono a tenerla chiusa, è collegata ad un piccolo ventilatore polmonare. La forza dell’aria che entra fa una sorta di sostegno alle pareti della gola che tenderebbero a collassare e finalmente il paziente respira e riposa regolarmente per l’intera notte. Il beneficio è immediato, entro pochi giorni la lucidità durante il giorno viene riacquistata, scompare la sonnolenza, si può tornare al cinema o a teatro senza fare figuracce e ai meeting di lavoro si evita l’imbarazzo di sbadigli, cali dell’attenzione o addirittura addormentamenti plateali. Ogni notte il paziente deve indossare la sua mascherina: ma  – poiché i disturbi scompaiono e a nessuno piace l’idea di continuare ad essere malato – dopo l’entusiasmo dei primi tempi si può ingenerare col tempo una sgradevole sensazione di dipendenza che  spinge a percorrere altre strade. Con una appropriata selezione gli specialisti otorino, maxillo-facciali, ortodonzisti possono fare molto, in alcuni casi anche giungere alla risoluzione completa del problema, ma è necessario un vero lavoro di team multidisciplinare: l’improvvisazione in questo campo non paga. Le procedure di diagnosi sono oggi molto più semplici, le apparecchiature da utilizzare per la terapia sempre più confortevoli, silenziose e di dimensioni ridotte. Il messaggio è doppiamente positivo perché non solo si evitano i noti rischi cardiovascolari, ma tangibilmente ogni giorno il paziente constata che il suo cervello non era invecchiato così velocemente: dormire meglio e respirare meglio fanno davvero pensare meglio.</p>
<p>Bibliografia:</p>
<p>Yaggi HK. et al. New England Journal Medicine 2005; 353: 2034 – 2041<br />
Somers VK. (Editoriale) New England Journal Medicine 2005; 353: 2070 – 2073<br />
Flemons WW. New England Journal Medicine 2002; 347: 498 – 504<br />
Caples SM. Et. Al. Annals of Internal Medicine 2005; 142: 187 – 197<br />
Patil SP. Et al. Chest 2007; 132: 325 – 337<br />
Insalaco G. et al. La terapia con dispositivo a pressione positiva nelle vie aeree: raccomandazioni per la prescrizione nel soggetto adulto affetto dalla sindrome delle apnee ostruttive nel sonno<br />
Testi R.: <a href="http://www.pneumonet.it%22%20%5Ct%20%22_blank">www.pneumonet.it</a>  &#8220;Disturbi respiratori durante il sonno&#8221; 2009.</p>
<p>Arezzo C. &#8220;Dormire meglio per pensare meglio&#8221;- http://www.cesarearezzo.it/site/?p=70</p>
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		<title>Bpco: il ruolo della riabilitazione respiratoria</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 09:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Athena Magazine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cura e Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[(Luigi Ferritto) La BPCO una malattia con un impatto medico e sociale continuamente crescente che la proietta a diventare in un futuro prossimo uno dei maggiori carichi per la salute pubblica.  Ció rende molto importanti le strategie di trattamento della BPCO tra cui assume fondamentale importanza la Riabilitazione Respiratoria che ha un ruolo preminente nel migliorare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.athenamagazine.it/wp-content/uploads/2011/11/IMG_20111114_1229371-300x267.jpg" width="240" />
		</p><p>(Luigi Ferritto) La BPCO una malattia con un impatto medico e sociale continuamente crescente che la proietta a diventare in un futuro prossimo uno dei maggiori carichi per la salute pubblica.<span id="more-344"></span>  Ció rende molto importanti le strategie di trattamento della BPCO tra cui assume fondamentale importanza la Riabilitazione Respiratoria che ha un ruolo preminente nel migliorare la qualita&#8217; della vita e nel ridurre il grado di disabilita&#8217;. La Riabilitazione Respiratoria una branca della medicina che attraverso trattamenti multidisciplinare personalizzati, mira a migliorare il danno secondario a svariate patologie respiratorie cercando di recuperare il paziente ad uno stile di vita indipendente, produttivo, e di reintegrarlo, possibilmente, nel contesto socio-familiare e lavorativo.  Le attuali linee guida internazionali sul trattamento della BPCO (GOLD) ritengono che la Riabilitazione Respiratoria debba essere riservata a pazienti in stadio da II a IV , ma i pazienti con BPCO possono trarre beneficio a qualsiasi stadio della malattia dimostrando un miglioramento della tolleranza all&#8217;esercizio fisico e dei sintomi di dispnea ed affaticamento.<br />
I pazienti con BPCO di grado lieve-moderato con l&#8217; allenamento presentano miglioramenti simili ai normali.<br />
I pazienti con BPCO di grado severo migliorano la resistenza e la sensazione di benessere senza significativi incrementi del VO2<br />
La Riabilitazione Respiratoria riduce i sintomi, incrementa la capacità di lavoro e migliora la qualità della vita nei soggetti con patologie respiratorie croniche anche in presenza di alterazioni strutturali irreversibili. Questo è reso possibile in quanto la disabilità deriva in molti casi non solo o non tanto dalla patologia polmonare in sé ma da altre patologie associate. Per esempio anche se il livello di ostruzione bronchiale o di iperinsufflazione nei pazienti BPCO non cambia significativamente con un programma di riabilitazione, l&#8217;allenamento della muscolatura ed una migliore andatura fanno sì che il paziente riesca a camminare più velocemente con meno dispnea.</p>
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